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Dalla rivista www.Terapeuma.com, per gentile concessione della MediWeb.
EPIDEMIOLOGIA E PREVENZIONE DELLE
EPATITI VIRALI
Luisa Romanò, A. Zanetti - Milano
DEFINIZIONE
L'epatite virale è una malattia infettiva presente in tutto il mondo, causata da virus diversi per caratteristiche biologiche e modalità di trasmissione.
VIRUS CHE CAUSANO L'EPATITE
| Virus |
Famiglia |
Acido Nucleico |
Modalità di
Trasmissione |
| HAV = Virus dell'epatite A |
Picornaviridae |
RNA |
Feco-orale |
| HBV = Virus dell'epatite
B |
Hepadnaviridae |
DNA |
Parenterale, sessuale, verticale |
| HCV = Virus dell'epatite
C |
Flaviviridae |
RNA |
Parenterale, sessuale, verticale |
| HDV = Virus dell'epatite
Delta |
Viroide |
RNA |
Parenterale, sessuale, verticale |
| HEV = Virus dell'epatite
E |
Unclassified
viruses |
RNA |
Feco-orale |
EPATITE
A
EPIDEMIOLOGIA
In Italia, come negli altri Paesi dell'Europa mediterranea, la diffusione dell'HAV si è drasticamente ridotta negli ultimi 20-30 anni grazie al miglioramento delle condizioni socio-economiche ed
igienico-sanitarie.
I tassi di incidenza di epatite A nel nostro Paese hanno subito una progressiva diminuzione, ad eccezione del sud dove dal 1990 sono stati segnalati focolai epidemici (soprattutto in Campania e Puglia).
Tassi di incidenza
(x 100.000 abitanti) dell'epatite A per anno ed età (Fonte dei dati: SEIEVA, 2000):

Attualmente in Italia i soggetti a più elevato rischio di infezione sono i giovani di età compresa tra i 15 e 24 anni, residenti nelle regioni del Sud e nelle Isole.
I principali fattori di rischio associati all'epatite A sono:
PREVENZIONE
Prevenzione generale:
- educazione sanitaria di igiene personale
- potabilizzazione delle acque
- adeguati sistemi di smaltimento di rifiuti e acque reflue domestiche
- controllo sulla qualità e commercializzazione dei frutti di mare.
Prevenzione specifica:
- vaccinazione anti-epatite A.
Il vaccino anti-epatite A
| Costituzione |
- |
virus inattivato con formolo, adsorbito su idrossido di alluminio |
| Caratteristiche |
-
-
- |
sicuro
efficace
in grado di evocare una risposta immunitaria dopo 15 giorni dalla prima dose in oltre il 90% dei vaccinati |
| Somministrazione |
- |
due dosi a distanza di 6-12 mesi l'una dall'altra |
| Sede di inoculo |
- |
intra-muscolo |
| Durata immunità |
- |
almeno 10 anni |
| Reazioni avverse |
-
-
- |
frequenza modesta
effetti lievi, a rapida e spontanea risoluzione
non sono segnalate reazioni di ipersensibilità o altre manifestazioni gravi |
CHI VACCINARE?
La vaccinazione anti-epatite A in Italia non è obbligatoria ed è indicata per tutti i soggetti che desiderano proteggersi dall'infezione da HAV.
Gruppi di popolazione a cui raccomandare la vaccinazione (Ministero della Sanità, Circolare n. 4 del 13/3/1998):
-
Viaggiatori che si recano in Paesi ad elevata endemia
-
Militari
-
Tossicodipendenti attivi
-
Pazienti in attesa di trapianto epatico che non risultino già immuni all'HAV
-
Personale addetto al trattamento di acque e liquami
-
Soggetti esposti al contatto con pazienti con epatite A in corso di un'epidemia in comunità o istituzioni
-
Contatti stretti e conviventi di pazienti affetti da epatite A
-
Lavoratori sanitari esposti al virus dell'epatite A
EPATITE B
EPIDEMIOLOGIA
Secondo recenti stime dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nel mondo esistono più di 300 milioni di portatori del virus dell'epatite B.
In Italia, l'incidenza di epatite B negli ultimi anni ha subito un costante decremento.
Tassi di incidenza (x 100.000 abitanti) dell'epatite B per anno ed età (Fonte dei dati: SEIEVA, 2000):

Attualmente le più frequenti modalità di trasmissione dell'HBV nei Paesi industrializzati sono:
-
Via sessuale
-
Via parenterale mediante scambio di siringhe infette durante l'assunzione di droghe perr via iniettiva
-
In ambito familiare o in comunità attraverso l'uso in comune di oggetti contaminati (forbici, rasoi, spazzolini, ecc)
-
Via iatrogena associata a procedure chirurgiche (anche di piccola chirurgia)
ed odontoiatriche
-
Procedure estetiche (cura delle mani e dei piedi, foratura lobi auricolari, piercing, tatuaggi, ecc)
PREVENZIONE
La Vaccinazione anti-epatite B:
In Italia la vaccinazione anti-epatite B è obbligatoria (Legge n°165 del 27 maggio 1991) per:
È inoltre obbligatorio per legge lo screening per HBsAg di tutte le gravide nel corso del 3° trimestre di gestazione.
Vaccino anti-epatite B
| Costituzione |
- |
prodotto utilizzando la tecnologia del DNA ricombinante |
| Caratteristiche |
-
-
- |
sicuro
efficace
sieroconversione superiore al 95% in bambini e adulti |
| Somministrazione |
-
-
- |
nati da madre HBsAg positiva: 1 dose di vaccino + 1 dose di HBIG alla nascita; in seguito 3 dosi di vaccino (1, 2 e 11 mesi di vita)
nati da madre HBsAg negativa: 3 dosi a 3, 5 e 11 mesi di età
dodicenni e adulti: 3 dosi ai tempi 0, 1 e 6 mesi |
| Sede di inoculo |
-
- |
adulti: intramuscolo o sottocute in regione
deltoidea ai tempi 0, 1 e 6
mesi
neonati: coscia |
| Durata immunità |
- |
oltre i 10 anni |
| Reazioni avverse |
-
-
- |
di scarsa entità
dolorabilità e gonfiore in sede di inoculo
rare le reazioni sistemiche e complicanze neurologiche |
La vaccinazione anti-epatite B viene offerta gratuitamente alle seguenti categorie di soggetti a rischio non rientranti nell'obbligo vaccinale:
-
Conviventi di portatori di HBsAg
-
Politrasfusi, emofilici ed emodializzati
Vittime di lesioni accidentali con aghi o strumenti taglienti potenzialmente infetti
-
Soggetti con lesioni croniche eczematose e psoriasiche della cute delle mani
-
Detenuti e personale addetto alla sorveglianza carceraria, tossicodipendenti, omosessuali e soggetti dediti alla prostituzione
-
Persone che si recano all'estero in aree ad elevata endemia di HBV
-
Personale sanitario di nuova assunzione del SSN e personale già impegnato in attività a maggior rischio (in particolare lavoratori dei reparti di emodialisi, rianimazione, oncologia, chirurgia generale e specialistica, ostetricia, malattie infettive, ematologia, laboratori di analisi, centri trasfusionali, sale operatorie, studi dentistici, medicina legale e sale autoptiche, pronto soccorso)
-
Soggetti che svolgono attività di lavoro, studio e volontariato nel settore della sanità
-
Personale e ospiti di istituti per ritardati mentali
Personale religioso che svolge attività nell'ambito dell'assistenza sanitaria
-
Personale addetto alla lavorazione di emoderivati
-
Personale della Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo degli Agenti di Custodia, comandi provinciali dei Vigili del Fuoco, comandi municipali dei Vigili Urbani
-
Addetti ai servizi di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti
EPATITE C EPIDEMIOLOGIA
Secondo i dati dell'OMS si calcola che oltre il 3% della popolazione mondiale ha contratto l'infezione e che sono circa 160 milioni i portatori dell'HCV.
In Europa e USA, l'HCV è responsabile di:
- 20% dei casi di epatite acuta
- 70% dei casi di epatite cronica
- 40% dei casi di cirrosi
- 60% dei casi di epatocarcinoma
- 30% dei trapianti di fegato.
In Italia l'incidenza di epatite acuta di tipo C negli ultimi decenni ha subito un declino.
Tassi di incidenza (x 100.000 abitanti) dell'epatite C per anno ed età (Fonte dei dati: SEIEVA, 2000):

Fattori di rischio associati all'epatite acuta di tipo C (Fonte dei dati:
SEIEVA):

Prevalenza di anti-HCV nella popolazione italiana in relazione all'età e all'area geografica di residenza:i all'epatite acuta di tipo C (Fonte dei dati:
SEIEVA):

Modalità di trasmissione dell'HCV:
-
parenterale: assunzione di droghe per via venosa, trasfusione di sangue o suoi
derivati
-
parenterale inapparente o non- parenterale: attività sessuale, contatti familiari, via verticale/perinatale
-
nosocomiale: in seguito a procedure mediche (soprattutto in reparti di
emodialisi).
PREVENZIONE
Non sono al momento disponibili vaccini sicuri ed efficaci.
La prevenzione può essere attuata solo agendo sull'interruzione
della catena di contagio.
Prevenzione della trasmissione dell'HCV attraverso l'assunzione di droghe per via venosa:
Prevenzione della trasmissione dell'HCV per via trasfusionale:
-
Autoesclusione dei donatori a rischio
-
Accurata anamnesi all'atto della donazione
Screning del sangue donato per anti-HCV e ALT
-
Trattamenti virucidi dei derivati del sangue
Limitazione della trasfusione ai casi di effettiva necessità
-
A seguito del controllo sistematico dei donatori, il rischio di infezione è attualmente prossimo allo zero
Prevenzione della trasmissione sessuale
dell'HCV:
-
La trasmissione dell'HCV per via sessuale è poco frequente
-
Il rischio di infezione tra coppie stabili omosessuali ed eterosessuali è molto basso ma è più elevato per gli individui con attività sessuale promiscua
-
L'uso del preservativo è raccomandato per individui con partner multipli, con malattie sessualmente trasmissibili e per tossicodipendenti. La raccomandazione è meno stringente per le coppie monogame
Prevenzione della trasmissione dell'HCV in ambito familiare/comunitario:
-
In ambito familiare si raccomanda di non utilizzare in comune oggetti che possano provocare lesioni alla pelle (rasoi, forbicine, spazzolino da denti, ecc)
Prevenzione della trasmissione dell'HCV per via verticale/perinatale:
-
La gravidanza non è controindicata per le donne HCV infette
-
Il rischio di trasmissione dell'HCV da madre a figlio è inferiore al 5%, ma è più elevato se la madre è HIV coinfetta
-
La trasmissione non sembra influenzata dalla modalità del parto (cesareo verso naturale)
-
L'allattamento al seno non costituisce un rischio aggiuntivo di trasmissione dell'infezione
Prevenzione della trasmissione dell'HCV in ambito occupazionale sanitario:
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Adozione di norme di sicurezza universali per i virus ematogeni (disinfezione e sterilizzazione, uso di materiale a perdere, training del personale a rischio, ecc)
Non è giustificata l'esclusione dei soggetti HCV infetti dalla partecipazione ad attività sociali, educative e lavorative.
EPATITE D (o DELTA)
Nell'ultimo decennio la diffusione dell'epatite Delta ha subito una significativa riduzione.
Il declino epidemiologico dell'infezione Delta è da attribuire alle misure preventive adottate per l'epatite B.
Al momento non esiste un vaccino specifico anti-epatite Delta; tuttavia, vista la stretta associazione biologica tra HBV e HDV, la vaccinazione anti-epatite B è un mezzo in grado di prevenire anche l'epatite Delta.
EPATITE E
EPIDEMIOLOGIA
L'epatite E è endemica in molti Paesi in via di sviluppo, dove le scarse condizioni igienico-sanitarie favoriscono la trasmissione del virus per via feco-orale.
In Europa e USA l'epatite E è tipicamente una malattia da importazione anche se recentemente sono stati identificati casi sporadici in pazienti che non si erano mai recati all'estero o che non avevano avuto contatti con soggetti provenienti da aree endemiche.
In USA e Europa la prevalenza di anti-HEV nella popolazione generale varia dall'1 al 6%; frequenze più elevate sono riportate per tossicodipendenti, emofilici, dializzati, omosessuali e pazienti con epatite cronica da
HCV.
PREVENZIONE
Al momento non esistono vaccini specifici per l'epatite E.
La prevenzione è affidata al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, al controllo degli alimenti e dell'acqua e all'educazione sanitaria dei viaggiatori che si recano in aree endemiche.
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