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LA TERAPIE DELLE EPATITI ACUTE VIRALI
(Teresa Santantonio - Bari)
DEFINIZIONE
L'epatite acuta virale é una malattia epatica causata da virus unicamente o preferenzialmente
epatotropi, caratterizzata da necrosi epatocitaria e da infiltrazione flogistica.
I VIRUS CHE CAUSANO EPATITE
| Virus |
Sigla |
Ac. nucleico |
Trasmissione |
Cronicizzazione |
| Virus dell'epatite A |
HAV |
RNA |
oro-fecale |
no |
| Virus dell'epatite B |
HBV |
DNA |
parenterale |
si |
| Virus dell'epatite C |
HCV |
RNA |
parenterale |
si |
| Virus dell'epatite D |
HDV |
RNA |
parenterale |
si |
| Virus dell'epatite E |
HEV |
RNA |
oro-fecale |
no |
DIAGNOSI SIEROLOGICA
(*) HCV RNA consente la diagnosi di epatite acuta C in fase precoc prima della sieroconversione e nei soggetti che non sviluppano anticorpi anti-HCV come gli
immunodepressi.
FORME CLINICHE
a) Epatite acuta a decorso favorevole
b) Epatite fulminante
a) Epatite acuta a decorso favorevole
-
Epatite anitterica
-
Epatite itterica
-
Epatite colestatica
SINTOMI E SEGNI
Sintomi gastro-intestinali: nausea, vomito,
epigastralgie, anoressia.
Sintomi simil-influenzali: astenia, malessere, febbre, cefalea, mialgie.
Ittero: clinicamente manifesto quando la bilirubina sierica supera 3mg/dl, si associa ad urine ipercromiche e feci ipocoliche; con l'aumentare dell'ittero può comparire prurito.
Manifestazioni extraepatiche: piuttosto rare, comprendono artrite, rush cutanei,
glomerulonefrite, transitoria anemia aplastica, agranulocitosi,
piastrinopenia.
Epatomegalia: modesto ingrandimento con lieve
dolorabilità.
Splenomegalia: nel 20-30% dei casi.
INDAGINI DI LABORATORIO
-
Elevazione dei livelli di transaminasi
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Aumento della bilirubina sierica, particolarmente accentuato nell'epatite colestatica (bilirubina >20 mg/dl)
-
Elevazione variabile della fosfatasi alcalina e gammaGT
-
Tempo di protrombina normale o lievemente ridotta
-
Albumina normale o lievemente ridotta.
b) Epatite fulminante
Caratterizzata da necrosi massiva degli epatociti e grave insufficienza epatica, in genere fatale.
Riduzione delle dimensioni del fegato. Marcata elevazione della bilirubina e delle transaminasi che tuttavia possono ritornare a valori normali nonostante la progressione della malattia.
I sintomi e i segni sono più accentuati ed evidenti di quelli osservabili nelle forme a decorso favorevole.
Degli esami di laboratorio vanno monitorati soprattutto quelli della coagulazione (in particolare il fattore V, il cui calo al di sotto del 15% è un segno assai sfavorevole di evoluzione futura della malattia).
COMPLICANZE
- Encefalopatia epatica
- Edema cerebrale
- Coagulopatia
- Sindrome epatorenale
- Sanguinamento gastrointestinale
- Infezioni
- Ipoglicemia
TERAPIA
a) Epatite acuta a decorso favorevole
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Trattamento ambulatoriale. L'ospedalizzazione è indicata nei pazienti con vomito persistente, anoressia grave, colestasi marcata, prolungamento del tempo di protrombina o altri segni clinici di insufficienza epatica.
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Riposo a letto nella fase sintomatica
-
Dieta libera
-
Astensione assoluta dalle bevande alcoliche
-
Sospendere tutti i farmaci non necessari
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Terapia sintomatica e di supporto
Anoressia, nausea e vomito: Fleboclisi glucosate (500-1000 ml/die), Antiemetici (come
l'Alizapride 50 mg/2-3 die); Procinetici (soprattutto il Domperidone 30-60
mg/die)
Stipsi: Lassativi (Lattulosio o lattitolo , al bisogno)
Colestasi: Acido Ursodesossicolico (250-300 mg x 2/die) o Tauroursodesossicolico (250 mg x
2/die)
Prurito: Colestiramina (Questran) 4-24 g/die
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Terapia steroidea
L'impiego di corticosteroidi (Prednisone 25-50 mg/die, Metilprednisolone 20-60
mg/die, Betametasone 2-8 mg/die, Triamcinolone 8-20 mg/die, Deflazacort 30-60
mg/die, con dosaggio da ridurre poi lentamente) , riservato eventualmente solo all'epatite da HAV può ridurre i livelli di bilirubinemia nei pazienti con colestasi marcata e di lunga durata; deve essere tuttavia decisa da specialisti e va praticata sotto stretto controllo clinico e
laboratoristico.
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Terapia antivirale
Lamivudina (100 mg/dì x 3-6 mesi): evidenze preliminari indicano che il suo impiego può influenzare favorevolmente l'evoluzione della malattia nei soggetti con epatite acuta B a decorso fulminante e nei soggetti immunodepressi .
Interferone alfa (Interferone alfa2a ricombinante, Interferone alfa2b ricombinante, Interferone alfa leucocitario, Interferone alfa
linfoblastoide, 3-6 MU X 3/settimana x 4-6 mesi; Interferone alfacon-1, 9-18 mcg x 3/settimana per 4-6 mesi): attualmente non vi è indicazione all'impiego dell'interferone alfa nell'epatite acuta virale. Tuttavia, studi clinici controllati hanno dimostrato che la somministrazione precoce di interferone alfa nei soggetti con epatite acuta C si associa a riduzione della cronicizzazione dell'infezione.
b) Epatite fulminante
-
Richiesta l'ospedalizzazione possibilmente in centri Epatologici specialistici
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Adeguato apporto calorico e di liquidi
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Monitoraggio continuo e misure di supporto
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Soluzioni glucosate al 10% o 20% |
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Aminoacidi a catena ramificata (Isobranch 4%, Isoram 4%) (500-1000
ml/die) |
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Plasma fresco o fattori della coagulazione |
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Albumina umana |
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H2 antagonisti per via venosa (Ranitidina 50-150 mg/die, Famotidina 20-60
mg/die, Nizatidina 100-300 mg /die), o Inibitori della pompa protonica per via venosa
(Omeprazolo 40-80 mg x 2/die , Pantoprazolo 40-80 mg/die) |
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Lassativi (Lattulosio o Lattitolo) |
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Vitamina K ( Konakion 10-30 mg/die). |
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Supporto epatico artificiale
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Trapianto di fegato.
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