A parte gli esami di laboratorio sopra riportati è assai importante l'ecografia (che valuta grossolanamente la struttura del fegato, ne evidenzia eventuali lesioni occupanti spazio benigne o maligne, valuta l'ampiezza della vena porta e della milza).
La TAC e la risonanza magnetica possono dare immagini a volte più precise e più complete dell'ecografia, anche se ovviamente non possono essere eseguite routinariamente, per i costi più elevati.
Con la laparoscopia si "guarda" direttamente dentro la cavità addominale, mediante un sistema ottico che penetra attraverso la parete dell'addome stesso.Questo esame era maggiormente pratcato nel passato.Le due figure successive mostrano la visione diretta di un fegato normale e cirrotico.


Infine la biopsia epatica che consiste in un prelievo mediante un ago sottile di un piccolo frustolo di fegato che poi viene esaminato al microscopio. La biopsia può essere mirata ad una alterazione vista all'ecografia e quindi può confermare o escludere la presenza di un tumore oppure, nel caso di un'epatite cronica diffusa, valuta il cosiddetto grading (gradazione della malattia) che prende in considerazione in senso numerico e quindi quantitativo la presenza di infiammazione e di necrosi (morte) delle cellule epatiche e lo staging (stadiazione della forma) che mette in evidenza anche qui in maniera quantitativa l'esistenza e l'estensione della fibrosi (cicatrizzazione). Possono essere anche visti noduli di rigenerazione tipici della cirrosi epatica.
Alcuni esempi di biopsie epatiche sono riportate a titolo di esempio nelle figure sottostanti.

 

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